Suggestioni ed incantesimi: la magia non c’entra.

fear-kid-face_id801896_size180 Io non so se queste parole valgono per tutti voi che mi state leggendo, ma se siete asperger, autistici ad alto funzionamento, se custodite nel vostro cuore una delicatezza neurologica che vi rende a volte fragili e sensibili, è probabile che comprenderete il fenomeno di cui sto parlando. E spero che questo scritto vi sia di aiuto. Se non ci capite nulla, o siete neurologicamente molto/poco sviluppati oppure io scrivo malissimo. Lasciatemi due righe di feedback, se potete.

Mi sono accorta che a volte, dialogando con qualcuno, vi sono alcune parole o frasi antilogiche che ci paralizzano. L’azione è sottilissima e impercettibile. L’effetto è immediato. L’incantesimo non ha a che fare con la magia e con il soprannaturale,  è qualcosa di molto reale e si attiva neurologicamente. Attraverso il meccanismo antilogico ma da cui non sappiamo difenderci solo perchè lo ignoriamo.
Incantesimo deriva da : in-cantum dove per cantum non si intende il canto ma la "formula magica" cioè una parola o sequenza di parole. Queste parole è necessario che vengano ascoltate o lette, per avere un loro effetto (neurologico). Sono una stimolazione "antilogica" compiuta nel cervello.

Il nostro cervello non è predisposto per l’antilogia linguistica, poiché la risposta di paralisi da paura attivata dai sensi, viene integrata quando siamo ancora nel grembo materno, mentre invece il linguaggio è prettamente post neonatale.

L’antilogia, soprattutto se grossolana e volutamente somministrata, crea un "tilt neurologico" provocando nelle persone sensibili una risposta da "paralisi da paura".

Chiunque, consapevolmente o inconsapevolmente, vi dica qualcosa di illogico/irrazionale e fuori contesto, qualcosa che sia totalmente all’opposto della logica in cui vi trovate in quel momento, se ignorate che esiste questo meccanismo esso compirà su di voi un incantesimo, che voi lo vogliate o no. L’incantesimo non è magia: è violenza compiuta attraverso il canale del linguaggio, e compiuta ai danni delle connessioni del vostro organo di controllo: il cervello. Io credo che questa sia la porta d’ingresso di molti dei nostri disagi nella relazione con gli altri. Credo che ogni persona dovrebbe conoscere questo meccanismo di comunicazione per potersene difendere e poterlo neutralizzare. La non conoscenza del meccanismo è la condizione necessaria affinché possa avere effetto e potere su di noi e più grande è la fiducia o il bene che abbiamo riposto in questa persona, più abbiamo legami o aspettative che derivano da questa persona, più effetto ha su di noi l’incantesimo…

Diffidiamo da chi ci somministra contraddizioni evidenti. Impariamo pian piano l’arte necessaria del saper distinguere.

Nei rapporti con gli altri non dimenticate che il benessere è il primo e fondamentale dato che dovete registrare. Chiunque vi infligga una sofferenza o un disorientamento che resta in sospeso, sta usando, consapevolmente o inconsapevolmente questo meccanismo. A quel punto non concentratevi su ciò che vi sta dicendo ma sul malessere che vi sta provocando e correte a riorganizzarvi facendo una qualche attività fisica. Non tentate in nessun modo di venirne a capo o di comprendere: per farlo dovreste usare il pensiero e l’intelletto e questo spalancherebbe le porte ad una sofferenza altamente disorganizzativa e destabilizzante. La fear ha staccato per voi le elaborazioni corticali, ha interrotto il flusso di informazioni contraddittorie… non riattivatele. Fate invece lavoro manuale ed occupatevi di altro. Ed avrete delle buone possibilità di uscirne salvi. Pian piano coglierete al volo il meccanismo e non avrà più presa su di voi. Si spera…..

Nuni Burgio. 12.02.2010

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