La RAM del cervello, la nostra memoria breve, è in ogni singolo neurone

neurone Sulla rivista “Nature Neuroscience”

http://www.nature.com/neuro/index.html

La RAM del cervello in ogni singolo neurone

Uno studio ha identificato specifici segnali che indicano la presenza di una memoria cellulare e rivelano come il cervello conservi temporaneamente le informazioni.
Singole cellule nervose nelle regioni frontali del cervello possono conservare una traccia di memoria per circa un minuto o anche di più, secondo una recente ricerca svolta presso lo UT Southwestern Medical Center.

Lo studio, disponibile online e pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Nature Neuroscience”, è il primo a identificare specifici segnali che indicano la presenza di una memoria cellulare e che rivelano in che modo il cervello è il grado di conservare temporaneamente le informazioni.

“Le conclusioni dello studio potrebbero avere importanti implicazioni per comprendere i fenomeni di dipendenza, dei disturbi dell’attenzione e della perdita di memoria correlata a un evento stressante”, ha spiegato Don Cooper, docente di psichiatria della UT Southwestern e autore senior dello studio, che è stato condotto su topi di laboratorio.

I ricordi permanenti sono immagazzinati in modo permanente quando il glutammato attiva i canali ionici sulle cellule nervose nel cervello per riorganizzare e rafforzare nel connessioni tra neuroni. Ma il processo impiega minuti od ore per avviarsi e concludersi, ed è quindi troppo lento per conservare temporaneamente l’informazione che si trasmette in modo rapido.  "Questo tipo di memoria – ha commentato Cooper – è simile alla RAM di un computer, la memoria che conserva temporaneamente i dati e che consente di svolgere diverse operazioni”.

I ricercatori hanno trovato che i rapidi input che durano meno di un secondo innescano un processo di memoria cellulare in singole cellule che dura circa un minuto, denominato trasmissione metabotropica del glutammato.  In particolare è stato individuato uno specifico recettore metabotropico per il glutammato chiamato mGluR5 che, quando viene attivato, inizia una cascata di segnalazione utilizzando il calcio per conservare le tracce mnemoniche.  Questa trasmissione nella parte più evoluta del cervello conserva l’informazione istante per istante. (fc)

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fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/La_RAM_del_cervello_in_ogni_singolo_neurone/1334549

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