INPP. Disorganizzazione Neurologica negli adulti

ansia-01 Nonostante la maggior parte delle informazioni contenute in questo sito si riferiscano ai bambini, la disorganizzazione neurologica non è esclusivamente un problema infantile. Infatti se un nucleo di riflessi rimane attivo dopo la prima infanzia, ad un certo momento, durante gli anni evolutivi, si presenteranno dei problemi collegati alla loro presenza.
Ad ogni modo, se le anormalità legate ai riflessi sono lievi, il bambino potrà spesso compensarle e far fronte alle sfide legate alla scuola e alla sua crescita, ma rimarrà comunque svantaggiato perchè la legge della compensazione esigerà un prezzo che verrà spesso pagato in termini di funzionamento emozionale, di sicurezza di sè e di abilità di reggere ai crescenti livelli di stress. Il dr Lawrence Beuret, che lavora a Chicago con i giovani, ha sperimentato che spesso questo accade per la prima volta con il passaggio a livelli di istruzione superiori. Il sommarsi del fatto di lasciare la casa dei genitori, doversi creare delle nuove amicizie e di dover far fronte maggiori impegni nello studio e di un ambiente didattico meno strutturato, portano in superficie problemi che erano stati precedentemente tamponati dal processo di compensazione. Beuret ha visto che quando questi problemi vengono corretti a livello fisico e neurologico, gli studenti cominciano a riuscire nei percorsi di carriera che si sono scelti. Blythe e McGlown (1979,1980) hanno trovato che circa il 75% dei pazienti diagnosticati con agorafobia hanno carenze evidenti a livello del sistema nervoso centrale che si manifestano in una serie di riflessi primitivi e posturali aberrati e in disfunzioni visivo-percettive e oculo-motorie direttamente collegate a problemi dell`equilibrio, giramenti di testa e ansia.

Ansia
L`ansia è una fondamentale emozione umana che tutti sperimentiamo in vari momenti della nostra vita. Un ansia leggera o moderata può essere utile al nostro spirito di motivazione, alla nostra sicurezza e all`adattamento. Ma l`ansia eccessiva interferisce pesantemente col funzionamento sociale, lavorativo ed emozionale e viene vissuta dal soggetto con grande disagio. L`ansia può essere sperimentata a tre livelli: cognitivo (nei pensieri di una persona), somatico (reazioni fisiologiche o biologiche) o emotivo. Molti approcci al trattamento dell`ansia si concentrano sull`aspetto cognitivo e comportamentale, cercando di modificare l`atteggiamento e le azioni nelle situazioni che scatenano l`ansia. Sebbene in molti casi le tecniche cognitivo-comportamentali siano efficaci, per il terzo tipo di ansia i sintomi sono così acuti che le emozioni sopraffanno ogni tentativo dei centri superiori del cervello (quelli cognitivi) di controllarle. A livello somatico si possono manifestare sintomi come respirazione affannosa, bocca asciutta, mani e piedi freddi, costrizione al petto, senso di vuoto allo stomaco, tachicardia, sensazione di testa vuota, giramenti di testa, tensione muscolare, con un`intensità tale che l`individuo perde il controllo sulle proprie azioni; la temporanea perdita di controllo corticale viene vissuta con disorientamento e ,in alcuni casi, panico. Alcuni psicologi adesso sostengono che in alcuni casi di estrema ansia talvolta c`è una base fisica o biologica.

Blythe ha trovato che gli adulti con recidive (coloro che sono migliorati per un periodo e poi hanno avuto ricadute) e coloro il cui trattamento è fallito con i più diversi approcci terapeutici malgrado il reale desiderio di volere guarire, mostravano segni di disfunzione neurologica legata ad una mancata maturazione dei riflessi primari con conseguenti problemi di equilibrio, coordinazione, abilità percettive e funzionamento del sistema simpatico che è quella parte del sistema nervoso responsabile delle risposte involontarie, in particolare delle reazioni al pericolo. Questo stato di allerta iperattivato, può portare a sperimentare paura di intensità ancora maggiore, paura della paura futura (ansia anticipartoria) e comportamenti di adattamento inappropriati alla situazione da un punto di vista obiettivo, come evitamento, frustrazione, rabbia e talvolta depressione.

Se alla base c`è una disorganizzazione neurologica, correggerla significa aiutare chi soffre a riguadagnare il controllo corticale. (Solo alcuni problemi emotivi sono collegati alla disorganizzazione neurologica).
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