Autismo, Cerebrolesione e Stimolazioni Sensoriali.

disprassie Manolo Dominguez: Cosa è l`integrazione sensoriale:

Presentare in cosa consiste la integrazione sensoriale in un solo messaggio è come pretendere parlare di terapie biomediche in due battute, si rischia molto facilmente di rimanere nell`aneddotico.  Capisco che ci sono migliaia di domande che vanno dagli aspetti più teorici a quelli più personali. Tenterò di presentare alcuni aspetti in un certo ordine e senza annoiare, per qui, siccuro senza essaurire le domande… prendo spunto dei commenti letti…

Gli interventi sensoriali sono un pezzo in più del puzzle. Non il pezzo più importante, non l`unico, non da sottovalutare.

Sappiamo che lo spettro autistico sempre presenta una faccia di anomalie sensoriali in maggiore o minore misura e infatti, queste situazioni formano parte delle tradizionali descrizioni del disaggio (anche le neuroscienze parlano precissamente di cellule di purkinge nel cervelleto, ecc…).

Facendo un po’ di paralelismi con gli interventi biomedici, è certo che ci sono molte cose che possono aiutare a chiunque, ma ogni caso è diverso. Evidentemente, un intervento come la dieta senza glutine e caseina, o la introduzione della B6, o i minerali, o un processo di chelazione, interferiscono in diversi modi con la sensorialità.

Come mi succede a me quando prendo troppo caffè, o 5 bicchieri di buon vino italiano (non lo faccio mai, lo dico solo per fare un esempio) :

1) alcune di queste interrelazioni possono essere positive (introdurre supplementi di Calcio, spesso fa diminuire i sensorismi visivi relazionati con l`intensità della luce)

2) altre negative (durante o dopo un ciclo di DMSA, se ci sono più metalli in giro, possono aumentare tutti i sensorismi)

3) altre difficili di capire (qualcosa che libera risorse, tipo la dieta SGSC o supplementi di B6 +Mg…., fanno si che un cervello disorganizzato, deva gestire queste nuove risorse che non aveva mai avuto, e como lo farà?… lo farà come il software interno richiede che venga fatto, e come lo fanno tutti i neonati: stimolando, stimolando, stimolando … dondolandomi, facendo rumori, movendo la mano davanti ai miei occhi, ciuciando o mordendo, ecc, ecc… per qui, sembra negativo, perché la autostimolazione aumenta, ma può essere positivo a lungo termine poiché le aree sensoriali del cervello non si organizzano se non c`e` stimolazione).

Semplificando un po’ le cose, l`aumento della autostimolazione a seguito di un intervento biomedico può essere dovuto alla fine dei conti a:

1. Ci sono più risorse da gestire + non so cosa farmene di tutte queste risorse = ci gioco con loro (come quando io muovo la gamba in continuazione o smonto e monto una penna durante una riunione, o quando mi dondolo o gioco con le chiavi in tasca mentre sono in piede distratto nella messa). se questa è la situazione, con il passare del tempo (poco), il bambino impara a gestire queste risorse e le inizia ad utilizzare per funzioni superiori (linguaggio, metacognizione…)

2. Ci sono più risorse da gestire o qualcosa si è sbloccato + alcuni dei miei percorsi sensoriali non sono sufficentemente organizzati = mi metto a fare quello che più importante è da fare, organizzarli… utilizzandoli, super-utilizzandoli come fa un neonato.  Se serve il paragone, quando un paralitico cerebrale di 5 anni guadagna il controllo delle sue mani dopo molto lavoro, la prima cosa che farà è portarle in bocca…. alcuni lo consideranno autostimolazione (perché ha 5 anni) ma se quando aveva 5 messi non ha potuto farlo, ancora deve farlo…. non si possono saltare tappe.

3. Dovuto alla natura stessa del intervento, c`è una situazione anomala (sindrome di astinenza, troppi metalli nel torrente sanguineo) = molte di queste situazioni comportano alterazioni temporali della sensorialità (come chi era assuefatto di cocaina, sentirà freddo e formicolii durante una crisi di astinenza).

Un concetto chiave in tutti questi casi è quello di "dieta sensoriale". Se non vuoi che tuo figlio ricerche la stimolazione da solo (con tutti quei comportamenti che nei confronti della sua età cronologica ci sembrano "brutti"), dagliela tu. Anche se non considero gli interventi sensoriale un intervento di serie B nei confronti di quelli biomedici (per alcuni bambini possono essere addirittura più efficaci che la dieta), io trovo (e con me molti dottori dan americani) che assieme alla dieta nutrizionale bisogna prescrivere una dieta sensoriale, e questo può essere più importante in funzione del tipo di intervento biomedico (gli effetti collaterali fanno parte del gioco, ma a volte si possono ridurre un pò).
Circa il momento nel quale gli interventi sensoriali devono essere introdotti… io personalmente penso, il prima possibile a seccondo del intervento (un AIT mai prima dei 3 anni….). Altre autorità in materia come Edelson e in genere il protocollo ufficiale del dan, propongono subito dopo i primi interventi biomedici. Non ci sono prerequisiti, poichè deve essere personalizzato. Bisogna fare una buona valutazione di quali sono i percorsi più bisognossi di stimolazione, e stimolare sopra tutto quelli. I programmi possono essere completamente pasivi (massaggi) o completamente attivi (una serie di 5 capriole).
La stimolazione sensoriale non include solo la stimolazione uditiva o quella visiva… anche se queste sono di solito molto potenti. A volte dimenticchiamo il ruolo incredibilmente importante del senso del equilibrio (si, è un senso) e della propriocezzione (la tattilità interna).

Teorie a parte, una delle mie prime ossessioni è quella di insistere alle famiglie, che la autostimolazione non è il problema, ma il sintomo (come la febbre non è il problema, ma il sintomo della infezione in corso). Bisogna, a mio avviso, relativizzare le cose… e situarle nel giusto contesto… mai vergognarsi degli attegiamenti autostimolativi dei nostri ragazzi… perchè sono attegiamenti necessari.

Ho registrato a mio figlio che ora ha 18 messi in molti momenti mentre aveva tra 3 e 12 mesi… quando lo faccio vedere ad alcuni diccono "che carino" anche quando muove le braccia velocemente, si dondola, si mette tutto in bocca, gioca con le sue mani davanti al suo viso, ecc. … Se le stesse identiche cose le fa un ragazzo di 14 anni… si parla di stigmatizzazioni, ecc…. bisogna capire bene quello che stà succedendo nel cervello prima di giudicarlo Dopo, se vogliamo facciamo tutto il possibile per ridurre o eliminare queste situazioni, ma la cosa più importante e capirle. NESSUNO SI AUTOSTIMOLA PER RICHIAMARE LA ATTENZIONE DI NESSUNO, O AL MENO, SIAMO INNOCENTI FINCHE SI DIMOSTRA IL CONTRARIO scusate le maiuscole, ma quando vedrò un bambino che si autostimola, che non abbia una importante disorganizzazione neurologica (si può misurare funzionalmente), crederò che esistono quelli che utilizzano la autostimolazione con fini machiavelici e psicologici… Negli ultimi 10 anni mai visti…

Stimolare, stimolare, stimolare è molto più semplice di quello che sembra… lo schema e molto facile: – quali sono i atteggiamenti autostimolativi predominanti? – a che percorsi sensoriali corrispondono (vista, equilibrio, udito, tatto orale, tatto superficiale, propriocezione, olfato, gusto)? – disegnare un programma che stimoli lì dove più bisogno cè, utilizzando i parametri di frequenza intensità e durata (massaggi, movimenti, giochi con luci, musiche, ecc…) o utilizzare quei protocolli standardizzati che esistono da tanto (ait, belgau board, visual training…).

Attenzione però… meno di 15 minuti al dì è tempo perso. L`unico limite… overstimulation… c`è un segno molto chiaro, i lobi delle orecchie diventano rossi… allora bisogna fermarsi.

Manolo Dominguez – Istituti Fay – Risposte ai genitori di bambini autistici  -2005

(il testo  è uno stralcio tratto dal  sito 741  ed è la risposta informale alle domande di alcuni genitori su cosa è l’ integrazione sensoriale. Manolo è spagnolo, gli errori  di scrittura sono caratteristica amata da chi lo conosce, e vengono lasciati  integralmente  come sono stati scritti )

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